PROGETTO DI FILIERA
“Insieme in Europa con un prodotto di qualità”
Il Progetto di filiera organizzata denominato “Insieme in Europa con un prodotto di qualità” promuove la “Valorizzazione dei prodotti orticoli assoggettati a sistemi di produzione biologica o integrata”.
Il settore produttivo sul quale è incardinato il progetto di filiera organizzato è il settore orticolo. Soggetto capofila è la società “Cortese Società Cooperativa agricola”.
All’accordo di filiera hanno aderito molteplici partecipanti diretti e nessun partecipante indiretto.
I soggetti si dividono in:
- partecipanti che operano nell’ambito della trasformazione/commercializzazione localizzati nei comuni di Terracina, Sabaudia e Nettuno
- produttori primari localizzati nei comuni di Sabaudia, Terracina, Fondi, Latina e Nettuno
Le criticità della filiera sono pertanto riconducibili:
- per i produttori primari, all’esclusiva produzione di ortaggi coltivati con sistemi convenzionali in strutture semplici (serre e archettoni) che, anche per le mutate condizioni climatiche, non consentono di produrre con continuità e con la qualità richiesta dal mercato con conseguente perdita di valore per gli stessi;
- per gli stabilimenti di lavorazione, l’elevata concentrazione delle vendite basate su grandi volumi di prodotto convenzionale facilmente sostituibile con quello di altre zone di produzione localizzate sia in Italia (Caserta e Salerno) che all’estero (Grecia e Turchia per l’anguria).
Gli obiettivi del progetto di filiera sono pertanto i seguenti:
- Migliorare la competitività dei produttori primari integrandoli meglio nella filiera agroalimentare attraverso i regimi di qualità e la creazione di un valore aggiunto per i prodotti agricoli;
- Favorire la realizzazione di interventi nella produzione primaria, nella trasformazione e nella commercializzazione di prodotti allo scopo di uniformare le produzioni su standard qualitativi definiti e programmare i quantitativi in funzione della richiesta del mercato;
- Superare gli ostacoli a livello di impresa individuale.
La filiera si propone di raggiungere gli obiettivi sopracitati attraverso i seguenti interventi che permetteranno di superare le criticità della filiera stessa:
- Adottare sistemi di produzione biologica e/o integrata certificati che consentano di valorizzare il prodotto con conseguente necessità di adeguare gli impianti di produzione e lavorazione del prodotto;
- Internazionalizzazione delle vendite utilizzando canali commerciali on-line (piattaforme web) complementari al canale della Distribuzione Organizzata.
FOCUS DEL PROGETTO
Focus del progetto è la filiera ortofrutticola che con oltre 180 milioni di fatturato nel 2018 rappresenta la filiera più importante del settore agricolo regionale e per questo oggetto di importanti convegni e tavole rotonde cui hanno partecipato l’Assessore Enrica Onorati e il presidente di Arsial Antonio Rosati, quali “Ortofrutta nel Lazio: la rete che crea valore” (Parco Nazionale del Circeo 19.09.19) e “Ortofrutta nel Lazio” (Fondi 15.01.2020) ai cui atti pubblicati in rete si rinvia per un approfondimento sull’argomento. L’area interessata dal progetto di filiera rientra nel “Distretto Agroalimentare di Qualità dell’Ortofrutta” e le iniziative progettuali che qui si propongono, possono essere ricondotte alle strategie e agli obiettivi che costituiscono il piano distrettuale, che si pone l’obiettivo di valorizzazione le produzioni di qualità, esaltando le correlazioni tra prodotti agricoli e territorio, sostenendo la concentrazione dell’offerta e favorendo lo sviluppo economico.
La capacità di aggregare più idee e/o progetti (insalatina da taglio venduta sfusa e confezionata; ravanelli venduti sfusi e confezionati; angurie classica e baby calibrate, spazzolate, marchiate con un bollino e confezionate in scatole; piante armatiche per uso alimentare; basilico confezionato in flow-pack) per il perseguimento di un fine comune tra le imprese della filiera (diversificazione e valorizzazione con sistemi di qualità riconosciuta dei prodotti aziendali per i produttori agricoli con conseguente incremento del reddito aziendale) è dunque l’obiettivo principale del progetto di filiera proposto.
In sostanza il progetto poggia sulla reciproca necessità:
- Dei produttori agricoli di base di diversificare la produzione orticola attraverso l’adozione di sistemi di produzione biologica e/o integrata e la conseguente necessità di dotarsi di idonee strutture produttive anche per destagionalizzare le coltivazioni (anguria e melone anticipato con l’impiego di schermi termici e riscaldamento di soccorso; instalatina da taglio e ravanelli nel periodo estivo con l’impiego di schermi ombreggianti);
- Dello stabilimento di lavorazione di ottimizzare la capacità lavorativa dei propri impianti, con conseguente riduzione dei costi di lavorazione, e di soddisfare la richiesta di nuovi prodotti con servizi aggiunti (prodotti di prima gamma lavorata, tracciabilità, certificazioni di qualità) da parte della Distribuzione Organizzata. Obiettivi raggiungibili attraverso la pianificazione anticipata delle colture (mirata ad allungare i periodi di coltivazione e ad evitare eccessi o mancanza di materia prima), l’attività di controllo in campo e in stabilimento (certificazione di qualità), la diversificazione e l’aumento dei quantitativi di prodotto.
Il progetto di filiera è stato dunque un catalizzatore di idee che altrimenti non avrebbero avuto una concreta possibilità di trasformarsi in progetti di sviluppo per le aziende partecipanti che, riteniamo importante sottolineare, per oltre il 95% non sono associate alla Cooperativa del soggetto capofila. Il progetto proposto non è stato “costruito” all’interno della Cooperativa Cortese ma ha aggregato progetti di soggetti esterni accumunati dalle stesse criticità.
Il progetto di filiera, come relazionato nel precedente capitolo, ha tra i suoi gli obiettivi quello di migliorare la competitività dei produttori primari attraverso l’integrazione in un progetto di più ampio respiro e la valorizzazione dei prodotti aziendali attraverso l’adozione di sistemi di produzione biologica e/o integrata e la loro trasformazione in “prodotti di prima gamma lavorata” o la loro lavorazione (calibratura, spazzolatura, bollinatura e confezionamento) per la vendita sul mercato estero (internazionalizzazione).